Schemi di gioco nel calcio a 5: la parola a Bagalà

Abbiamo voluto chiedere a un esperto in materia di fare chiarezza sulle peculiarità dei principali schemi del futsal, di cui ci ha illustrato vantaggi, svantaggi e se c’è un motivo per cui preferirne uno piuttosto che l’altro.

Se ti occupi di calcio a 5, saprai bene che tra i giocatori c’è una regola d’oro: la necessità di realizzare i giri palla in modo automatico, senza neanche guardare se il compagno di squadra è al suo posto, perché dai per scontato che lui sia lì. E se per caso così non fosse? Beh, secondo questa regola, avresti tutto il diritto di arrabbiarti con lui (salvo in casi di emergenza, ovviamente!).

C’è un solo modo per innescare tali automatismi: lavorare molto sugli schemi di gioco in allenamento, fino ad arrivare a consolidare e padroneggiare qualsiasi movimento.

Ovviamente, ogni allenatore ha la propria filosofia di allenamento e personalizza i moduli di gioco secondo il suo stile, ma abbiamo voluto chiedere a un esperto in materia di fare chiarezza sulle peculiarità dei principali schemi del futsal, di cui ci ha illustrato vantaggi, svantaggi e se c’è un motivo per cui preferirne uno piuttosto che l’altro.

L’esperto in questione è Alessandro Bagalà, allenatore dello Sporting Juvenia, squadra del campionato di Serie B: ha conseguito il patentino per “Allenatore di Calcio a 5 di Primo livello” a Coverciano con una tesi sul sistema di gioco del futsal “4 in linea”. Vanta un passato da calciatore e un presente che ha fatto gridare al miracolo: “Considerando la crisi del calcio italiano e il fatto che nel nostro Paese il futsal è dominato da calciatori stranieri strapagati, abbiamo deciso di puntare su un nuovo progetto, creando una squadra di giovani del nostro settore giovanile. E’ stata un’annata incredibile: abbiamo vinto il campionato facendo una specie di miracolo e siamo saliti in Serie B”, racconta Alessandro.

Andiamo a scoprire quali sono le sue idee sugli schemi di gioco.


Alessandro, spiegaci le principali differenze tra i vari sistemi di gioco del futsal.

Nel calcio a 5 ci sono 3 principali sistemi di gioco:

  • il 3-1, quello che comunemente viene chiamato ‘rombo’: davanti al portiere c’è il centrale, mentre i laterali sono un po’ più avanzati. I tre difensori hanno il compito di passarsi la palla e muoversi fino a quando non riescono ad aprirsi e a dare il pallone al pivot, cioè un giocatore con delle caratteristiche da attaccante, che sa giocare spalle alla porta: si cerca di fargli arrivare il pallone, per poi far salire la squadra insieme a lui.
  • il 4-0 (o 4 in linea), un tipo di gioco che, più che la profondità, sfrutta l’ampiezza del campo per cercare di ‘schiacciare’ la difesa su una o due linee massimo e attaccare poi, nei momenti successivi, la profondità. Facciamo un esempio concreto: con lo schema 3-1 si occupano circa 30 metri di campo, perché i 3 difensori giocano distanti dal pivot, quindi la difesa sarà più scaglionata; invece 4-0 significa che tu cerchi di giocare con quasi tutti i calciatori su una stessa linea di gioco - o comunque su due linee molte strette - per cercare di appiattire la difesa avversaria e lasciare dietro alla difesa 10-20 metri di campo, che possono essere attaccati con un po’ di movimenti successivi al giro palla iniziale.
  • infine il 2-2, che da alcuni viene chiamato ‘quadrato’: è uno schema che prevede che tutti e quattro i giocatori, disposti appunto come a formare un quadrato, ruotino passandosi la palla, fino a quando non riescono a aprirsi e tirare. Questo schema, però, ha il difetto di essere molto statico e difficilmente utilizzabile, soprattutto ad alto livello, perché non permette soluzioni di passaggio semplici. Lo si usa soprattutto quando si è più piccoli, nei settori giovanili, ma forse ormai neanche più in quel periodo: è un modello un po’ superato”.


Qual è il tuo modulo preferito?

E’ sbagliato preferirne uno ad un altro. Bisogna effettuare la scelta in base ai giocatori che si hanno a disposizione: per giocare con lo schema 4 in linea è necessario avere dei calciatori molto tecnici, magari anche piccoli, veloci, che hanno grandi qualità, tendono all’ambidestrismo e si muovono molto. E’ un sistema di gioco che prevede massimo due o tre tocchi massimo, per creare spazi rimanendo sempre corti e cercare di appiattire la difesa. Se, invece, in rosa ci sono dei giocatori un po’ più statici, attaccanti puri, che però giocano bene spalle alla porta, bisogna un po’ adattarsi. Secondo me, non c’è un sistema migliore dell’altro, c’è una scelta da fare in base ai giocatori che si allenano. Per esempio l’anno scorso avevo un pivot molto forte, quindi quando lui era in campo giocavamo con il 3-1 e quando usciva adottavamo il 4-0.



Ci sono esercizi o tipi di allenamento specifici per migliorare le dinamiche della squadra in relazione a questi sistemi di gioco?

Non sono un grande fautore dell’allenamento analitico, cioè senza avversario. Mi piace allenare in situazione anche quando insegno le basi. Insegnare un giropalla dicendo “tu devi passare a questo e fai questo movimento, poi la passi a quest’altro e fai quest’altro movimento”. Impari un giropalla, ma non impari a giocare all’interno di una situazione di gioco. IL calcio a 5 è uno sport situazionale, ogni momento è diverso dall’altro e quindi bisogna cercare di allenare i giocatori sulla lettura del gioco più che su cose meccaniche. Soprattutto se vuoi giocare quattro a zero devi avere giocatori evoluti da quel punto di vista, nel senso che in ogni momento e in ogni situazione, quando sta per arrivargli il pallone, hanno già visto il movimento del compagno più vicino e di quello più lontano o di quello che non è in visuale, quindi sono tutte situazioni che possono essere realizzate solo da giocatori evoluti a livello mentale.

Il 3-1 può essere allenato anche in maniera più meccanica, analitica, perché se si riesce a dare una soluzione per dare la palla al pivot, dopo si possono allenare tanti altri movimenti.

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