Potenziare il piede debole dei tuoi calciatori. Ecco perché lavorarci su

Chi ha detto che l’ambidestrismo sia innato? Il piede debole può migliorare con tanto esercizio, ma a volte i più piccoli non capiscono l’importanza. Ecco perché dovrai convincerli a lavorarci su.

Essere ambidestri è una dote rara e, soprattutto, raramente innata: l’esercizio costante, infatti, può portare molti benefici al cosiddetto piede debole di un atleta.

Porre una particolare attenzione nello sviluppo della gamba secondaria è quindi fondamentale, ma si tratta di un lavoro che i tuoi giovani calciatori potrebbero trovare faticoso o addirittura noioso. D’altra parte, il motivo principale per cui frequentano la scuola calcio è fare la cosa che più amano, cioè dare calci a un pallone in libertà, quindi è facile capire come mai nella loro testa si faccia spazio la domanda “Perché perdere tempo a fare male qualcosa che mi riesce naturalmente bene con l’altro piede?”. Un pensiero che ha una sua innegabile logica, ma che con gli anni risulterebbe poco produttivo.

Per questo, in fase di pianificazione degli allenamenti, dovrai tener conto di questa esigenza e calcolare del tempo dedicato in modo specifico al rafforzamento del piede debole.

Scomporre il tiro

Se hai un passato da calciatore, puoi ben capire cosa provano i ragazzi quando tentano di colpire la palla con il piede più debole: una sensazione di irrigidimento e di perdita di controllo che li fa sentire quasi inadeguati.

Per combattere questo tipo di reazione, chiedi loro di colpire la palla da una leggera angolazione e inclinarsi verso il piede che sosterrà il loro peso quando colpiscono: mentre un piede è ben saldo a terra, la gamba che calcia dovrebbe dondolarsi dietro al loro corpo mantenendo una forma a "v".

Se tutto questo suona abbastanza normale, è perché per allenare il piede debole, i ragazzi dovranno scomporre quello un semplice tiro in tutti momenti che lo compongono. Questo li aiuterà a prendere coscienza di ciò che di solito fanno in maniera spontanea con il piede forte: una volta interiorizzato il processo, la pratica costante migliorà gradualmente il loro “tiro debole”.

L’esempio di Cazorla

"I difensori continuano a chiudermi, perché sanno che ogni volta sparo con il piede destro. Come posso addestrare il sinistro?".

Interrogato su questo punto da un lettore del giornale FourFourTwo, il centrocampista del Villareal Santi Cazorla ha affermato: "Sto cercando di insegnare a mio figlio a giocare con entrambi i piedi. Passiamo molto tempo in giardino ad esercitarci, ma lui preferisce usare sempre il suo destro! Io stesso ho iniziato a calciare con entrambi gli arti, giocando con mio padre; sono stato fortunato perché mi è sempre venuto naturale e i miei allenatori mi hanno sempre incoraggiato, ma la verità è che sei tu a doverlo volere. Prima inizi a giocare con entrambi i piedi, meglio è, ma chiunque può migliorare con l’esercizio. Durante tutti gli allenamenti a cui partecipi, dovresti tentare di fare ogni attività con entrambi i piedi”.

Quello che potrebbe sembrare un dettaglio, può risultare fondamentale per l’andamento di una partita: “Essere ambidestri migliora ogni aspetto del tuo gioco. La tua gestione del match aumenta, così come la consapevolezza degli spazi intorno a te in cui puoi provare a passare. Il segreto? Lavorare, lavorare, lavorare!".

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