Portieri: l'importanza di curarli sin da piccoli

Quello del portiere è un ruolo che merita una particolare attenzione: il tecnico dovrà preoccuparsi di far sviluppare riflessi e coordinazione dei candidati a questo ruolo sin dall’età evolutiva. Vediamo perché.

Portieri si nasce o si diventa? Potremmo discutere per ore su questo punto, perché di esempi, esperienze e pareri in merito ve ne sono davvero tantissimi. Comunque la si pensi, quello del portiere è un ruolo che merita una particolare attenzione: si differenzia da tutti gli altri calciatori non solo per le regole da seguire in campo, ma anche per l’allenamento, che deve tenere conto del dispendio di energie, del coinvolgimento di muscoli e movimenti diversi da quelli dei compagni di squadra, e, quindi, degli impulsi chiamati in causa. Tutti questi elementi rafforzano una certezza: il tecnico dovrà preoccuparsi di far sviluppare riflessi e coordinazione dei candidati a questo ruolo sin dall’età evolutiva.

Armonia e tempismo

Tra le caratteristiche che un futuro portiere dovrà sviluppare vi sono l’armonia e corretta gestione dei tempi: solo se i muscoli coinvolti si attivano nei tempi giusti, sarà possibile realizzare movimenti armoniosi, grazie a un esatto controllo motorio, dovuto alla sequenza di attivazione e inibizione dei vari impulsi inviati ai muscoli.

Movimenti passivi e automatici

Quando un portiere vede arrivare la palla verso la sua porta e si attiva per neutralizzarla, sta svolgendo dei movimenti passivi: si muove, cioè, non per sua iniziativa, ma in risposta a un elemento esterno, la palla, appunto.

Questa risposta istintiva, in una situazione che si svolge così rapidamente, è resa possibile grazie a una serie di comandi muscolari strutturati, che si attivano prima che avvenga il movimento. Tali comandi fanno sì che il portiere si diriga verso la palla, scelga i muscoli da chiamare in causa, si muova nei tempi giusti e con una forza adeguata.

Interiorizzare in allenamento

Quanto più questi movimenti saranno automatici, tanto più saranno efficaci: ciò è possibile solo se il corpo è abituato a realizzarli. Questo significa che tali movimenti sono stati ripetuti così tante volte in allenamento, che vengono interiorizzati dal calciatore e realizzati nel corso del match senza un vero e proprio controllo cosciente.

E’ fondamentale, quindi, che questa interiorizzazione avvenga nel corso degli allenamenti, perché durante le partite, l’attenzione del portiere è rivolta all’avversario e non certo a controllare l’esecuzione corretta dei movimenti.

Sviluppare le abilità motorie

Ripetere gli esercizi aiuterà a sviluppare l’abilità motoria, cioè la capacità di compiere azioni complesse facendo il minor numero possibile di errori.

Compito dell’allenatore è dare al ragazzo tutte le informazioni teoriche sull’azione da svolgere. Ovviamente, in fase iniziale, il futuro portiere farà degli errori: anche in questo caso, il ruolo dell’allenatore è fondamentale per permettergli di capire gli sbagli commessi. Da queste correzioni, il ragazzo potrà perfezionare il gesto tecnico, sviluppando così l’abilità motoria.

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