Fonte foto: www.facebook.com/azzurrefigc/
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Leadership (al femminile) nel mondo del calcio: ecco a che punto siamo

“Esistono solo competenza, esperienza, volontà di mettersi alla prova ed impegnarsi per far accadere qualcosa di nuovo e di diverso. Ognuno è l’artefice del proprio destino. Il genere non conta”. Parola di Marianna Rippa.

“La raccomandazione del CIO nell’Agenda 2020 ha come priorità la gender equality. Si vuole colmare il gap con gli uomini e dal punto di vista atletico le donne che partecipano alle olimpiadi nel giro di 30 anni sono passate da 20% al 45%. Per Parigi 2024 si vuole arrivare alla parità di competizioni e atleti uomini e donne. A livello dirigenziale siamo dietro e proprio per questo in linea con la raccomandazione 11 del CIO, nel prossimo quadriennio 1/3 dei componenti dei consigli federali dovrà essere donna. Da quando lavoro per il vice presidente sensini al Coni ci stiamo occupando molto della leadership al femminile e stiamo promuovendo e incoraggiando molto le donne nei ruoli dirigenziali che mancano, attraverso seminari organizzati dal CONI”

E’ quello che ci ha raccontato Marianna Rippa, 32enne romana che, come vi abbiamo raccontato, al mondo dello sport in generale e al calcio in particolare sta dedicando tutta la sua vita. Nei giorni in cui il calcio femminile ci ha fatto sognare a livello mondiale, abbiamo voluto fare un punto della situazione della donna nel mondo dello sport.


Marianna, quali sono le maggiori difficoltà che una donna incontra nel voler lavorare nel mondo dello sport?

Le difficoltà ci sono per tutti nel mondo del lavoro, sia per le donne sia per gli uomini. Non esistono professioni maschili e femminili. Esistono solo competenza, esperienza, volontà di mettersi alla prova e impegnarsi per far accadere qualcosa di nuovo e di diverso. Ognuno è l’artefice del proprio destino, e se io sono il migliore nel mio lavoro perché dovrei avere difficoltà? Che io sia maschio o femmina sono dell’idea che chi merita, merita! Mi piace pensarla così. Direi piuttosto basta a questi stereotipi e pregiudizi su noi donne che incontriamo maggiori difficoltà… è scoraggiante questa idea! Abbiamo tutti pari opportunità e bisogna saperle cogliere!

E poi ovviamente ci vuole anche un pizzico di fortuna...


Quali sono le modalità con cui il CIO mira a colmare il gap di presenza femminile a livello manageriale nel mondo dello sport?

Il CIO attraverso l’Agenda 2020 traccia le linee guida del movimento olimpico sportivo e tra le sue priorità c’è la parità di genere. La partecipazione femminile negli ultimi giochi di Rio 2016 è arrivata al 45%, e si spera di raggiungere la parità con le Olimpiadi di Parigi 2024 e con i giochi invernali 2026. Per far sì che il cambiamento sia messo in atto a 360 gradi, il CIO avanza anche la promozione di donne nei ruoli decisionali, perché solo insieme uomini e donne possono costituire realmente un team efficace, incoraggiando punti di vista diversi su quelle che possono essere le esigenze di atleti maschi e femmine.  Questa è la chiave per una buona governance. 


E il CONI? Come si sta muovendo in questo senso?

Il CONI seguendo il progetto pilota del CIO, si sta impegnando ad accrescere la partecipazione femminile a tutti i livelli quindi anche dirigenziali, tant’è che ha inserito nei: “principi fondamentali degli statuti delle federazioni sportive nazionali e delle discipline associate”, la garanzia che almeno 1/3 dei componenti dei consigli stessi sia di genere diverso. Inoltre in questi giorni, in Parlamento, si stanno discutendo gli emendamenti al Collegato Sport ed uno di questi prevede l’introduzione della parità di accesso senza discriminazioni di genere nel mondo dello sport, sia per le attività sportive che per quelle manageriali di vertice.





Come hai visto la nazionale ai mondiali di calcio? Pensi che l’entusiasmo che c’è stato intorno alle ragazze sia destinato a crescere o è un fenomeno solo momentaneo?

Vedo tanto Cuore Azzurro e bel gioco!! 

Il calcio si sa è lo sport più amato e più ampiamente giocato al mondo, quindi credo che possa avere un grande impatto nel sostenere la gender equality. La nostra Nazionale Femminile alla Coppa del Mondo in Francia è stata fonte di ispirazione a prescindere.

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