Genitori vs. allenatori: come migliorare i rapporti?

L'armonia tra genitori e allenatori è importante per la serenità dei piccoli calciatori, ma non sempre è possibile.

In una squadra di calcio, vi sono diversi “gruppi sociali” che fanno sentire la loro influenza sui calciatori. Quando si tratta dei più piccoli, in particolare, ragazzi, genitori e allenatori si trovano a convivere in uno spazio molto ravvicinato, sia negli allenamenti che nelle partite.

In questo “piccolo” spazio, i più piccoli sono al centro delle attenzioni di genitori e mister, e sono fortemente ispirati dalle opinioni di queste figure: mamme e papà sono una presenza fondamentale, ma non dobbiamo dimenticare che gli allenatori diventano per i ragazzi un vero e proprio esempio di valori positivi, non solo sportivi ma anche sociali come il rispetto, lo spirito di squadra, la disciplina.

Avere una particolare cura del rapporto con i genitori diventa, quindi, essenziale, affinché il bambino non si trovi tra due fuochi, ma viva serenamente il momento dell’allenamento o della gara.

Per favorire e sviluppare un tipo di comunicazione armoniosa, ebbene che ogni allentatori curi alcuni aspetti. Vediamoli insieme.

Fase iniziale

“Non avrai mai una nuova occasione per dare una buona prima impressione”, diceva qualcuno. La fase della conoscenza è sempre critica, per questo, a inizio stagione, è importante spiegare le norme e gli obiettivi della squadra, perché il ruolo di ciascuno sia ben chiaro e ognuno possa svolgere il proprio lavoro nel migliore dei modi. E’ giusto presentare anche una piccola presentazione del resto dello staff, precisandone titoli e competenze: sfrutta tutto ciò che è utile a porre le basi di una fiducia basata sulla conoscenza.

Canali di comunicazione

La giornata di un genitore, generalmente, è stracolma di impegni e preoccupazioni, e nella maggior parte dei casi il tempo libero a disposizione è davvero poco: capita spesso che mamme e papà non possano fermarsi dopo l’allenamento per informarsi sui risultati raggiunti o sul comportamento del proprio figlio. Questo vuoto comunicativo potrebbe generare perdite di informazioni importanti o mancanza di fiducia. Per questo, gli allenatori devono trovare un modo pratico e veloce per comunicare. La tecnologia ci viene in aiuto (a proposito di questo, hai già provato Spond?), e dà la possibilità di colmare questo vuoto. E’ però importante riuscire a creare anche momenti di incontro vero e proprio: guardarsi negli occhi è da sempre il miglior canale di comunicazione esistente.

Riconoscimento degli sforzi

C’è un elemento che non tutti tengono in considerazione: anche un genitore compie dei sacrifici. Nel tran tran quotidiano, fatto di lavoro, appuntamenti, impegni familiari, accompagnare, aspettare, andare a prendere il proprio figlio al campo di allenamento può essere complicato. Per questa ragione, man mano che si la squadra raggiunge gli obiettivi, anche i genitori devono essere messi al corrente dei risultati, sia quelli personali del loro bambini che quelli dell’intero gruppo. Far arrivare loro la felicità e la soddisfazione contribuirà a migliorare la qualità della relazione e la motivazione.

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