Eliminare la parola “quasi”: cosa può imparare un allenatore da Liverpool-Barcellona

“Ci proveremo e, se ci riusciremo, sarà meraviglioso. Se non ci riusciremo, falliremo nel modo più bello, con un buon risultato”. Le parole di Jürgen Klopp spiegano bene la sua filosofia del calcio e il modo in cui infondere coraggio a una squadra. Ecco cosa si può imparare da lui.

A cosa abbiamo assistito ieri sera? Ad un vero e proprio spettacolo: il Calcio, quello con la C maiuscola, fatto da un allenatore che sul 3-0 impone ancora di giocare e di attaccare. Ogni allenatore può imparare davvero tanto dall’atteggiamento di Jürgen Klopp. La prima grande lezione è che una squadra non può reggersi solo sui ‘Salah’ o sui ‘Firmino’, ma che bisogna avere una grande determinazione e una grande solidità anche a centrocampo.

La seconda, invece, è racchiusa in una delle sue frasi più celebri, datata 2016: “Il mio calcio è heavy-metal. C’è chi dirige la squadra come un’orchestra. Fanno possesso palla, passaggi giusti, ma è come una canzone silenziosa. A me piace vedere il pallone di qua, di là, i tuffi dei portieri, pali, traverse, noi che voliamo dall’altra parte”.

E’ così che ieri, contro il Barcelona, giocatori come Origi o Wijnaldum hanno fatto la prestazione della vita. E’ così che fame, coraggio e mentalità hanno fatto la differenza.

L’atteggiamento con cui il Liverpool è entrato in campo ieri, battendo 4-0 il Barcellona e aggiudicandosi la finale di Champions è tutto racchiuso nelle parole che Klopp ha espresso durante la conferenza stampa alla vigilia del match. Ecco cosa possiamo imparare da lui.

L’urgenza di segnare

“Ricordiamoci che non solo dobbiamo segnare, dobbiamo negare il Barcellona di fare gol e non capita troppo spesso loro non segnino affatto. Sappiamo quanto sia grande la sfida. Questa squadra è così meravigliosa che ci proverò, ci proveremo tutti, daremo il 100 per cento. Ma questo non significa che funzionerà.

Il risultato a Barcellona non ha aiutato molto… ora è così com'è, abbiamo quel risultato e dobbiamo affrontarlo. Ma, a mio modo di vedere, puoi affrontarlo solo se lo fai passo dopo passo. Nessuno dovrebbe preoccuparsi se dopo 10 minuti non segniamo ... gli ultimi cinque minuti sono sufficienti per segnarne tre... proviamo con tutto quello che abbiamo, è così che abbiamo sempre fatto ed è quello che faremo di nuovo.

La speranza nell’inversione di tendenza

“Sì, perché c'è speranza, e questo è il calcio. Siamo lontani dal rinunciare, ma ovviamente non siamo in una situazione in cui possiamo dire: "Accadrà al 100%". Ma è il calcio ed è per questo che ci proviamo. Due dei migliori attaccanti del mondo non sono disponibili domani sera e dobbiamo segnare quattro gol contro il Barcellona per passare dopo 90 minuti. Tutto ciò non rende la vita più facile, ma finché avremo 11 giocatori in campo, ci proveremo e tutti lo sanno. Questo è ciò che vogliamo mostrare, nient'altro: dobbiamo onorare la nostra avventura in Champions League... Questo è il piano. Ci proveremo, e ci riusciremo sarà meraviglioso. Se non ci riusciremo, falliremo nel modo più bello, con un buon risultato. Come ho già detto, è un lavoro difficile da fare, naturalmente.

Eliminare la parola “quasi”

“Eliminare la parola ‘quasi’, questo è il piano. Sembra proprio che dovremo essere perfetti per batterli e dovremmo provarci, facendo questo passo dopo passo. Creare un'atmosfera, usare l'atmosfera ed esprimere un buon calcio. Dovrà essere una festa di football, e poiché non potremo brindare con alcolici durante il match, dovremmo festeggiare con il calcio. Quello è il piano. È possibile che quella contro il Barcellona sarà la nostra ultima partita in Champions League per questa stagione, quindi festeggiamo con le nostre gambe, con i nostri polmoni, con buone decisioni, con un'atmosfera sensazionale e tutta quella roba. E poi... vedremo quale sarà il risultato”.

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