Come spiegare ai tuoi calciatori che un errore non è una tragedia

Tutti sbagliano, ma non tutti sono in grado di reagire dopo un errore, in campo come nella vita. In questo articolo ti spieghiamo come e perché dovresti lavorare sulla gestione degli errori commessi dai tuoi calciatori.

In campo come nella vita: i tuoi calciatori, di errori, ne faranno moltissimi, com’è naturale che sia. Quando un bambino sbaglia, ne è ben consapevole, non ha bisogno che qualcuno glielo ricordi, ma ha piuttosto bisogno di avere intorno persone che lo incoraggino e che lo portino a dimenticare subito l’accaduto e a continuare a giocare.

Ecco qual è il tuo ruolo (e quello dei genitori) nell’insegnare ai ragazzi a gestire gli errori e a far sì che li vivano come un momento di apprendimento.

Evita critiche pubbliche

Una critica fatta davanti al resto della squadra, o peggio, davanti ai genitori, può far sentire un bambino umiliato e lo scoraggerà: queste sensazioni comporteranno in lui un senso di fallimento e di paura di fare qualsiasi azione.

Il bambino vivrà così la sua ora di attività sportiva con un stress addosso e con la preoccupazione di una possibile disapprovazione da parte di genitori, allenatori e compagni di squadra. In buona sostanza, cerca di correggere il bambino con delicatezza per evitare tensioni indesiderate: le critiche negative ostacolano, piuttosto che migliorare le prestazioni dell'individuo e della squadra.

Autonomia

Come dicevamo, se un bambino ha sbagliato, lo sa. E’ giusto lasciargli lo spazio per metabolizzare l’errore lavorando su se stesso: lascia che prenda decisioni e che impari attraverso tentativi ed errori. Sii paziente e qualche volta assisti, guardando da lontano. Intervieni solo se il calciatore continua a mostrare frustrazione, dandogli suggerimenti.

Affrontare il fallimento

Evita di punire il calciatore che ha sbagliato, anche se la sua azione ha portato alla sconfitta della squadra. Se lo fai, le sconfitte saranno viste come fallimenti personali (e, inoltre, questo accentuerà i dissapori all’interno del team). Insegna, invece, ai tuoi ragazzi come affrontare il fallimento: fa’ in modo che capiscano che nessuno fa tutto in modo perfetto, e che tutti possono sbagliare; mostra loro che il fallimento è invece una sfida e offre l'opportunità di imparare.

È solo un gioco!

Durante le nostre interviste, sono molti gli allenatori che ci ripetono che eliminerebbero l’agonismo dal calcio giovanile, perché ciò che c’è da imparare in questa fase è molto più importante del conseguimento di una vittoria o di un trofeo.

Il calcio, per i bambini, dovrebbe essere un momento ricreativo, non una fonte di stress: quindi è necessario che tu insegni loro a concentrarsi non sul punteggio, ma sul gioco.

Da qui impareranno con serenità i principi cardine di questo sport: che il successo deriva dall'autodisciplina, dalla perseveranza e dal giocare correttamente all'interno delle regole, e che il lavoro di squadra porta ricompense.

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