Calcio ed estate: “La priorità è una: godetevi gli ultimi allenamenti!”

Come mantenere lo spirito di squadra anche a distanza? Come fare per non perdere i benefici del lavoro fatto durante l'anno? Abbiamo posto tutte queste domande all’allenatore, nonché Sponder, Ninni Mastrorilli.

Dopo 9 intensi mesi vissuti tra campo, allenamenti, partite, spogliatoi, arriva l’estate a dare un po’ di riposo, ma anche a sconvolgere una routine consolidata. Per circa 8 settimane, i ragazzi si perderanno di vista e si rivedranno a settembre.

A questo proposito, ci siamo posti alcune domande: Come fare per non perdere i benefici del lavoro fatto durante l'anno? Come mantenere lo spirito di squadra anche a distanza? E con i genitori? E’ utile aggiornarsi d’estate o meglio staccare e basta?

Abbiamo posto tutte queste domande all’allenatore, nonché Sponder, Ninni Mastrorilli. All’età di 18 anni, infatti, finita la trafila delle giovanili, è passato al futsal, che ha trovato “molto utile per approfondire la tecnica di base”, e ha poi deciso di cambiare ancora per sentire cosa si prova dal lato della panchina. Da 5 anni è allenatore delle categorie giovanili, ma non solo. Ha da poco conseguito una Laurea Magistrale in Scienze Motorie con una tesi sul rapporto tra genitori e bambini in relazione allo sport.


Ninni, come fa un allenatore a mantenere lo spirito di squadra anche a distanza?

Il problema di come mantenere solido lo spirito di squadra è una questione a cui è difficile dare una risposta univoca. Noi abbiamo di coinvolgere il più possibile i ragazzi fino a quest’ultima settimana di giugno. In particolare, anche se abbiamo ridotto un po’ gli appuntamenti per via del caldo, abbiamo cercato negli ultimi allenamenti di non badare più agli schemi, ma solo al divertimento, introducendo anche giochi con acqua, ed evitando di rimproverare i ragazzi per gli errori compiuti. La priorità era una: godetevi gli ultimi allenamenti!

Abbiamo organizzato la festa di fine anno, una festa in piscina, a cui sono stati invitati genitori e bambini. Al tempo stesso, per raccogliere nuove iscrizioni per il prossimo anno, abbiamo realizzato degli open day con piccoli tornei per presentare la nostra società. Con molta soddisfazione, siamo stati raggiunti da parecchi bambini nuovi, di ogni età.

E poi, tra solo pochi giorni, partirà quella fase in cui si tagliano quasi completamente i ponti tra noi e i bambini: i mesi di luglio e agosto. In sto periodo, cerchiamo di lasciare i nostri calciatori completamente liberi. Magari ogni tanto mandiamo dei messaggi per sapere se va tutto bene e per ricordare loro che ci rivediamo il primo settembre, giorno in cui ricominceremo tutte le attività. Alcuni bambini, comunque, avranno modo di passare del tempo insieme anche a luglio, perché ci siamo fatti promotori di un campo estivo a cui parteciperà anche un allenatore del nostro staff.

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Non c’è il rischio, in questi due mesi, di perdere i benefici della scorsa stagione?

Sono sicuro che i bambini torneranno con la giusta motivazione e ancora ricchi di quello che hanno appreso quest’anno. D’altra parte, la scorsa stagione è andata benissimo, forse abbiamo riscontrato solo un po’ di problemi con qualche genitore, ma tutto sommato non ci possiamo lamentare. L’obiettivo resta la felicità dei bambini, e noi li abbiamo visti super contenti, li abbiamo visti soprattutto cresciuti e questo è ciò che è più importante. 


E i rapporti con i genitori?

Per quanto riguarda i genitori, con loro bisogna lavorare sempre di più, e per questo ho dedicato loro anche la mia tesi di laurea. A volte, risulta difficile far capire loro che devono abbandonare con fiducia i figli completamente a noi, e loro devono tenersi al di fuori, senza fare commenti. La settimana scorsa sono stato a Londra, ho fatto un giro tra le scuole calcio, e ho notato che lì non c’erano genitori fuori dal campo o se c’erano, rimanevano completamente in silenzio, nessuno gridava per dare indicazioni ai figli, incoraggiarli o fare il contrario.


Come ricominceranno i lavori a settembre?

Quando i ragazzi torneranno a settembre non ci saranno particolari problemi di recupero. Per le attività di base, fino ai 12 anni non si corre nessun rischio, anche perché hanno un sistema tale da non subire nessuna alterazione in due mesi, mentre dai 12 anni in su magari bisogna fare un piccolo richiamo di preparazione e riuscire a ritornare  ad avere una condizione polmonare ottimale. E’ solo una questione di recupero dell’ossigeno. A livello tecnico, gli schemi e le nozioni apprese non cambiano, sono insite nel bambino, bisogna fare solo un recupero funzionale, né più né meno: riadattare i muscoli, la respirazione, il battito cardiaco. Questo richiede un periodo che va dalle due alle 3 settimane, anche perché in estate giocano a calcio, fanno sport in mare, quindi si tengono in allenamento. Per i più grandicelli, i ragazzi dai 14 ai 16 anni, invece, si organizza una preparazione di un mese, di solito dal 20 agosto al 20 settembre, dove si tratta più la parte atletica.

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