3 atteggiamenti (+1) per una mentalità vincente

Tra i doveri di un allenatore vi è certamente quello di aiutare il ragazzo a sviluppare una sana filosofia del successo, ma questa deve contenere in sé anche la capacità di tollerare le battute d'arresto, quando, inevitabilmente, si verificheranno.

Il dizionario della lingua italiana definisce la “mentalità vincente” come l’atteggiamento “di chi ha sempre l’obiettivo di vincere”. La presunzione di contraddire gli autori di un dizionario è assolutamente lontana dagli intenti di questo articolo, ma, probabilmente, una simile definizione risulta essere un po’ restrittiva quando si tratta di allenare dei ragazzi e di trasmettere loro i valori dello sport.

Tra i doveri di un allenatore vi è certamente quello di aiutare il ragazzo a sviluppare una sana filosofia del successo, ma questa deve contenere in sé anche la capacità di tollerare le battute d'arresto, quando, inevitabilmente, si verificheranno. E se la comunicazione verbale ha la sua importanza, è però soprattutto con i fatti che i ragazzi riusciranno ad assorbire questo modo di pensare. Ecco 3 (+1) atteggiamenti da cui partire.

  1. Ciò che conta più di tutto è l’impegno

Elogia costantemente l’impegno: comunica ripetutamente ai giovani atleti che tutto ciò che chiedi non è la vittoria, ma che diano sempre il massimo.

E se i tuoi ragazzi non soddisfano le aspettative? Punirli o trasmettere loro disapprovazione non farà che alimentare la paura del fallimento. Cerca, invece, attraverso parole e azioni, di mostrare che ognuno di loro è importante sia quando la squadra vince sia in caso di sconfitta.

  1. Non confondere il valore con le prestazioni

Mostra ai tuoi piccoli campioni che nessun essere umano è infallibile: nonostante i migliori sforzi, occasionalmente si può sbagliare. Gli errori non sono semplicemente un elemento da evitare a tutti i costi, ma costituiscono un’opportunità di miglioramento delle prestazioni, perché mettono in evidenza i punti di debolezza, e quindi ciò su cui è ancora necessario lavorare.

L'unico vero errore è l'incapacità di imparare dalle esperienze negative. Lavora su questo aspetto e aiuterai i ragazzi a capire che ciò che fanno è diverso da ciò che sono: se una partita va male, questo non andrà a incidere sulla stima che provi nei loro confronti.

  1. La pressione è qualcosa che ti sei messo addosso tu stesso

Aiuta i giovani atleti a vedere le situazioni competitive come emozionanti sfide personali, piuttosto che come minacce. Sottolinea che le persone possono decidere razionalmente come concepire una situazione complicata.

In questo modo, il ragazzo riuscirà a sviluppare un atteggiamento che trasformerà la pressione in sfida, ma anche in opportunità per mettersi alla prova e cercare di ottenere qualcosa a cui tiene davvero.

P.s.: un ultimo consiglio. Gli sport dovrebbero essere divertenti, sempre

Probabilmente questa ti sembrerà un’ovvietà, ma il primo consiglio per sviluppare una mentalità vincente è provare piacere nel praticare il proprio sport. Gli atleti dovrebbero partecipare, prima di tutto, per amore di ciò che fanno: sta a te saper promuovere il divertimento, in modo che la vittoria sia una conseguenza naturale di un’attività fatta con piacere.

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